La casa del sordo

Un capraccio su Goya

Siamo a Bordeaux, nella casa di un sordo, Francisco Goya. È l’ultima notte della sua vita. La sua amante per più di trent’anni, la vivace Leocadia Zorilla, scatena la sua fantasia e i suoi ricordi.

 

Francisco José de Goya (1746-1828) è considerato il più importante pittore e incisore spagnolo tra la fine del 18° e l’inizio del 19° secolo. Nel corso della sua lunga carriera fu un impegnato commentatore e cronista della sua epoca. Morì in esilio a Bordeaux, in Francia.

SPETTACOLO

Attori: Else Marie Laukvik, Rina Skeel, Frans Winther

Testo: Else Marie Laukvik, Eugenio Barba
Scenografia: Else Marie Laukvik, Rina Skeel
Consulente scenografico: Jan de Neergaard
Assistente alla regia: Rina Skeel
Regia: Eugenio Barba

Durata: 55 min.
Linguas: Danese, inglese, italiano o spagnolo

Una produzione 2019:
Masakini Theatre (Kuala Lumpur, Malesia), Nordisk Teaterlaboratorium / Odin Teatret (Holstebro, Danimarca)

MATERIALI PER ORGANIZZATORI & STAMPA

UN CAPRICCIO TEATRALE

La casa del sordo - Capriccio su Goya è la trasposizione teatrale del genere artistico del capriccio applicata alla biografia e all’opera di Francisco Goya. La sua vita si svolse tra gli sconvolgimenti politici dell’Europa alla fine del 18° secolo, tra Età della Ragione e Romanticismo, Inquisizione e Rivoluzione Francese, erotismo, esilio e mutilazione fisica dovuta alla sordità totale che colpì Goya a 46 anni.

Il capriccio, come genere artistico, si sviluppò nel XVI secolo in musica, architettura e pittura. Il compositore tedesco Michael Praetorius (1571-1621) lo definì “una specie di fantasia improvvisata che passa da un tema all'altro”. J. S. Bach (1685-1750) intitolò Capriccio un pezzo composto da varie sezioni liberamente accostate per esprimere la nostalgia per il fratello lontano. Particolarmente apprezzati i furono i 24 Capricci di Niccolò Paganini che ispirarono Liszt, e quelli composti da Beethoven e Mendelssohn.

In architettura il capriccio è “una follia agli occhi dell’osservatore”: un edificio stravagante, progettato più come espressione artistica che per scopi pratici, spesso deliberatamente costruito per sembrare in rovina. L’edificio non ha altro proposito che quello di essere un oggetto ornamentale, creato o commissionato per puro piacere.

In pittura il termine viene attribuito a disegni fantasiosi, lontani dai temi predominanti. Artisti come Callot, Piranesi, Tiepolo, Watteau, Guardi e Goya hanno reso famoso questo modo di ritrarre la realtà. Nella pittura veneziana del Settecento il capriccio è l‘arte di comporre un paesaggio attraverso la libera combinazione di elementi architettonici reali e fantastici, di rovine dell'antichità e aspetti contemporanei.

La casa del sordo è un capriccio teatrale su Goya: una varietà di temi che l’arte dell’attore trasforma in un flusso di decadenza fisica e vitalità creativa, avidità di prestigio, sperpero di denaro, egoismo, inventiva, passione e frivolezza. Un caleidoscopio di immagini, situazioni e pensieri che si dibattono nel tentativo di approssimarsi al mistero della Bellezza e della Vita la cui spietata verità cammina, deridendoli, sui morti.

Eugenio Barba