19. febbraio 2019

«Il razzismo l’ho sperimentato sulla mia pelle.»

Intervista a Eugenio Barba, di Raffaella Grassi
Il secolo XIX, 19-02-2019

A 14 anni lascia il Salento per il collegio della Nunziatella a Napoli. A 18 anni parte dall’Italia e va ad Oslo, dove lavora come saldatore e marinaio, intanto si laurea in letteratura e storia delle religioni. Seguono sei mesi in un kibbutz israeliano, l’incontro in Polonia con Jerzy Grotowski durato tre anni, sei mesi in India. Nel 1964 fonda ad Oslo l’Odin Teatret, due anni dopo lo sposta ad Holstebro in Danimarca, dove è ancora oggi. Eugenio Barba, 83 anni, regista, antropologo e creatore di una comunità di artisti assolutamente unica, con il suo lavoro ha rotto gli schemi del teatro tradizionale ed è uno dei grandi maestri europei con Peter Stein e Peter Brook. Stasera sarà ospite alle ore 21 al teatro di Sori, in un incontro a cura del Teatro Pubblico Ligure di Sergio Maifredi, che a giugno nella terza edizione del “5 Terre Art Festival” metterà in atto il “baratto culturale” da lui inventato negli anni‘70. L’incontro si intitola “Storia di un emigrato diventato regista”.

Quanto ha contato il suo essere un emigrato nella nascita dell'Odin Teatret?

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