Fiori per Torgeir

Può il lutto trasformarsi in luce?

Può il lutto trasformarsi in luce che illumina il cammino?

Sono un’attrice. Nel 2010 ho perso la persona che per molti anni è stata il mio compagno di lavoro e di vita.

La perdita di una persona cara contiene due dimensioni: il lutto e la gratitudine. La gioia che ha colmato la mia vita durante tanti anni in sua compagnia, risplende attraverso il mio dolore e lo rende trasparente. Non c’è cura per il lutto. Bisogna imparare a conviverci, come con una malattia cronica. Non sono la stessa che ero prima della morte di Torgeir, e mai tornerò ad esserlo. Ma sono ancora capace di cantare e di sorridere, accompagnata dalla sua assenza per il resto del mio cammino.

Si dice che si muore due volte. La seconda è quando si viene dimenticati.

Io non voglio che Torgeir sia dimenticato.

 

 

Torgeir nacque a Oslo, Norvegia nel 1947. A otto anni scoprì il mondo del teatro. A undici cominciò a guadagnare i primi soldi facendo parti da bambino nel Teatro Nazionale Norvegese.

A diciassette incontrò Eugenio Barba e diventò membro fondatore dell’Odin Teatret. A 19 anni si traferì in Danimarca con Eugenio Barba e il resto dell’ensemble per stabilirsi nella cittadina di Holstebro, dove l’Odin Teatret risiede tutt’ora. Qui visse e lavorò, alternando attività in loco a tournée nazionali e internazionali. 

 

Torgeir prese parte alle prove dello spettacolo La Vita Cronica, fino a un mese prima della sua morte. La sua presenza scenica era incomparabile e continua a mancarmi. Per questo ho sentito il bisogno di fargli questo omaggio.

Fiori per un grande attore.
Fiori per una grande persona.
Fiori per Torgeir.

SPETTACOLO

Con e di Roberta Carreri

Scena, Video e Disegno di Luce: Stefano di Buduo

Una coproduzione di Roberta Carreri e Nordisk Teaterlaboratorium (2020)

Su Roberta Carreri

Su Torgeir Wethal

 

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